Rinviato di un anno il divieto per i diesel in Pianura Padana: cosa cambia e per chi
Non è una buona notizia per l’ambiente in Pianura Padana, ma lo è per i possessori di veicoli diesel Euro 5 di quattro regioni italiane, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, che non dovranno cambiare la loro auto a partire dal prossimo autunno.
Il divieto di circolazione per tali veicoli era contenuto in una norma europea recepita dall’Italia alcuni anni fa nell’ambito delle misure di contenimento delle emissioni nelle aree più a rischio smog. Uno dei passaggi più contestati era quello riguardante anche i Comuni tra i 30.000 e i 100.000 abitanti. L’emendamento del leghista Riccardo Molinari, che rinvia il tutto di un anno (quindi al 1° ottobre 2026), prevede anche che l’eventuale divieto possa riguardare solo Comuni sopra i 100.000 abitanti; l’emendamento dà anche facoltà alle quattro Regioni di applicare misure diverse da qui ad un anno.
Secondo stime approssimative, il rinvio riguarderebbe un numero di veicoli superiore ad un milione. Non avrebbero potuto circolare più in tutti i giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30. Sono veicoli immatricolati a partire dal periodo compreso tra il 2009 e il 2011, quindi vecchi ma non proprio vecchissimi.
INTERESSATI GLI ABITANTI DI MOLTI CAPOLUOGHI

La modifica dell’applicabilità dal 2026 da Comuni con popolazione residente superiore a 30.000 a Comuni con popolazione residente superiore a 100.000 è piuttosto rilevante: nulla cambia per le grandi aree urbane, da Milano a Torino passando per tutti i capoluoghi emiliani (ad eccezione di Cesena), per Trieste, Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Bergamo, Brescia e Monza, Novara, dove il divieto – in assenza di nuove misure e nuovi rinvii – verrà comunque applicato dal 1° ottobre 2026.
Ma sono tanti i grandi Comuni del Nord con popolazione tra 30.000 e 100.000 dove si potrà continuare a circolare in orario diurno anche in futuro; tra questi ci sono Como, Cremona, Lodi, Pavia e molti centri del Milanese e della Brianza, ma anche Treviso, Rovigo, Belluno, Alessandria, Asti, Cuneo, Vercelli e Biella, la già citata Cesena, Imola, Carpi, Faenza e Riccione.
A MILANO NON CAMBIA NULLA: AVANTI CON AREA B
L’obiettivo degli ambientalisti è ora spingere il Governo e le Regioni a varare incentivi per la sostituzione dei veicoli diesel con auto meno inquinanti. Intanto, scatterà regolarmente il prossimo 1° ottobre il divieto di circolazione dei veicoli Euro 3 a benzina su gran parte del territorio di Milano (la cosiddetta Area B); i Diesel Euro 5 erano già stati banditi negli anni scorsi e nel 2028 toccherà a gran parte dei Diesel Euro 6 e ai veicoli Euro 4 a benzina. La Lombardia potrebbe varare norme ad hoc per consentire ai possessori di tali veicoli di sostituirli con auto ibride.
STRAVOLTO IL MERCATO DELL’USATO SULL’ASSE NORD-SUD
C’è anche un effetto secondario non trascurabile derivante da tale emendamento: in autunno non finiranno sul mercato dell’usato migliaia di autoveicoli che i cittadini di quelle Regioni non avrebbero potuto usare. Erano molto interessati gli abitanti del Centrosud che speravano di fare buoni affari acquistando veicoli Diesel di seconda mano da venditori bloccati dai divieti. Tutto rinvio di un anno con una probabile mancata diminuzione dei prezzi dell’usato e un nuovo aumento per i veicoli di altre categorie che già si era verificato negli ultimi 5 anni dopo l’approvazione dello stop ai motori termini a partire dal 2035; le voci sul rinvio di tale norma potrebbero provocare una frenata anche per i veicoli a benzina.