Covid-19: su spostamenti tra Regioni tutto rinviato

Non ci sarebbero stati riferimenti, ma solo brevi accenni, agli spostamenti tra Regioni durante la complessa discussione che ha portato alla firma del DPCM presentato domenica sera dal premier Giuseppe Conte nell’ambito delle misure di contrasto dell’emergenza sanitaria.
Dopo le riaperture del 3 giugno scorso non si è più parlato per mesi di divieti di questo genere. Tuttavia in estate il cospicuo numero di contagi avvenuti in Sardegna in locali notturni riaperti al pubblico ha rilanciato l’argomento.
La nuova ondata dell’epidemia ha portato ad una serie di misure definite “soft” da parte del Governo che ha poi delegato a Regioni e Comuni le ulteriori decisioni. Ma sugli spostamenti tra varie Regioni, come è stato chiaro già dallo scorso giugno, decide solo Palazzo Chigi.
La diffusione più o meno omogenea del contagio rende più o meno inutile un eventuale divieto. Tuttavia la possibile maggiore recrudescenza in certi territori potrebbe portare a qualche limitazione.

PIEMONTE E LIGURIA A RISCHIO PER VICINANZA CON FRANCIA

Torino. La stazione di Porta Susa

Secondo indiscrezioni, la Regione più a rischio sarebbe il Piemonte. Negli ultimi giorni ha fatto registrare oltre 1.000 contagi al giorno, tantissimi se parametrati al numero limitato di tamponi (quasi sempre intorno ai 10.000) e alla popolazione di 4 milioni e mezzo di abitanti, meno della metà della Lombardia che esegue tra i 25.000 e i 30.000 tamponi al giorno. Inoltre la vicinanza con la Francia espone il territorio a gravi rischi. Per questo il Governatore Cirio aveva spinto per i test rapidi ai valichi di confine. Episodi di contagi di rilievo si sono verificati anche in alcuni centri della Valle d’Aosta.
E per gli stessi motivi è la Liguria a correre rischi simili. A fine settembre la regione era stata la prima inserita dalla Confederazione elvetica tra quelle per le quali era previsto l’obbligo di quarantena per l’ingresso sul proprio territorio. Si parla ora insistentemente dell’aggiunta del Piemonte mentre gravi problemi si potrebbero verificare in Lombardia per la massiccia presenza di frontalieri.

MILANO, VARESE, ROMA E NAPOLI SOTTO OSSERVAZIONE

Al momento la Lombardia come regione non rischia divieti di spostamenti perché a fronte di un notevole numero di contagi (superiore ai 3.000) le operazioni di tracciamento sarebbero ancora moderatamente efficaci. Non si escludono invece provvedimenti per le province di Milano e Varese, le più interessate dal fenomeno.
Osservate speciali sono però anche la zona di Roma e la provincia di Napoli. Quest’ultima è fortemente a rischio per densità abitativa e per il ridotto numero di tamponi che la Campania esegue ogni giorno, nonostante i progressi delle ultime settimane.
Ci si chiede però come realizzare divieti di spostamenti in questa Fase3 dell’emergenza sanitaria. Se ne potrebbe discutere nel corso di questa settimana in un vertice che potrebbe tenersi in videoconferenza tra il ministro Boccia e i Governatori delle Regioni.

TRENI SICURI, NESSUN CONTAGIO CON DISTANZIAMENTO

Insomma, su spostamenti tra Regioni tutto rinviato. Ma intanto è stato accertato che le misure di distanziamento sui treni stanno funzionando. Non ci sarebbero casi accertati di contagi a bordo dei convogli dove si viaggia a posti alternati. La misura era stata sospesa a fine luglio suscitando numerose polemiche ed era stata subito reintrodotta su consiglio pressante del Comitato tecnico scientifico.

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