Viaggi nel Regno Unito: scatta obbligo di autorizzazione; da aprile per gli italiani

Scatta il prossimo 2 aprile anche per gli italiani l’obbligo di chiedere l’ETA per i viaggi nel Regno Unito. E’ l’ultimo passo legato agli effetti della Brexit, decisa dal popolo britannico nel 2016 e progressivamente attuata dai governi a partire dal 2020.Già a partire dal 5 marzo  sarà possibile sottoscrivere la procedura online sul sito del governo del Regno Unito allo scopo di ottenere la preventiva autorizzazione. ETA sta per Electronic Travel Authorisation ed è una procedura non dissimile nelle modalità dall’ESTA che viene chiesto dagli Stati Uniti ormai da circa 20 anni. Riguarda tutti gli stranieri che sono esentati dall’obbligo di visto in virtù di accordi bilaterali con il Regno Unito (in questo caso tra il Regno Unito e gli ex cugini dell’Unione Europea).
Londra non era mai entrata né nella moneta unica né negli accordi di Schengen, ma aveva sempre consentito l’accesso libero ai cittadini dei Paesi UE controllando comunque le frontiere a scopo di sicurezza.
Per i turisti con passaporto UE cambia pochissimo: la procedura è piuttosto semplice, si fa online, costa 10 sterline (circa 12 euro), dura 2 anni (o fino alla scadenza del passaporto) e consente di viaggiare liberamente nel Regno Unito con una permanenza non superiore ai 6 mesi consecutivi; è obbligatorio anche per il transito nel Paese.
L’ETA non consente però di svolgere alcuna forma di lavoro, di accedere a qualsiasi forma di beneficio economico pubblico, vivere nel Regno Unito nei due anni di validità con ripetuti viaggi (punto molto discusso per l’efficacia dei controlli), sposarsi o contrarre unioni civili (sarà necessario un visto diverso).
Dall’obbligo del permesso sono invece esentati i possessori di regolare permesso di soggiorno. Per i cittadini extra-UE per i viaggi nel Regno Unito già da gennaio è necessaria l’autorizzazione.
Non dovrebbero esserci particolari problemi negli aeroporti britannici (nella foto quello di London-Gatwick): da anni quelli londinesi sono piuttosto avanzati sul fronte dei controlli automatici attraverso strumenti molto moderni; il riconoscimento facciale e il chip nel passaporto elettronico consentono di uscire rapidamente dall’area arrivi senza particolari code. L’ETA sarà associato al passaporto e quindi il sistema digitale già potrà riconoscere il cittadino UE che entra sul territorio britannico. Qualche problema in più potrebbe verificarsi nei pochi aeroporti meno avanzati, ma il livello degli scali UK è comunque molto alto.

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