Napoli: la Funicolare di Chiaia non riapre neanche a Natale

Non sono bastati 800 giorni, gli stessi che alla fine del 19° secolo furono necessari per costruirla. La Funicolare di Chiaia, da 2 anni sottoposta a lavori di manutenzione straordinaria, quasi certamente non riuscirà a tornare in funzione prima di Natale.Si tratta di un colpo pesante per il faticoso percorso di crescita del disastroso sistema di trasporti pubblici a Napoli. Nel corso dell’ultimo anno, tra miglioramento del servizio della Linea Metropolitana 1 e apertura (seppur parziale) della Linea 6, i napoletani avevano intravisto qualche cambiamento in positivo; si era addirittura arrivati a ricevere un po’ di segnale 4g all’interno di alcune stazioni della metro nel centro, si ha finanche fiducia nell’apertura nel primo semestre del 2025 di altre stazioni della Linea 1, quella che poi dovrà collegare la città con l’aeroporto di Capodichino.

Ma la ferita è quella della Funicolare di Chiaia. Le colpe sono molteplici e prendono il via dalla precedente Amministrazione che probabilmente non seguì in modo accurato l’evoluzione di una gara d’appalto che, per vari motivi, andò più volte deserta. Da anni si sapeva della manutenzione ventennale per la quale si era arrivati alla proroga massima fino al 2022. La durata della stessa non avrebbe dovuto superare gli 8 mesi, come accaduto nel 2000, ma ne sono passati 26 e si tema che si arrivi al 27° mese per vedere la riapertura.
I disagi per i cittadini, soprattutto quelli del Vomero, sono molto pesanti; e sono più gravi da quando – per i concomitanti lavori in Parco Margherita – non c’è neanche il bus sostitutivo “NM”. L’unica possibilità è quella di camminare a piedi fino a via Toledo per prendere la Funicolare Centrale che, già frequentatissima, è sistematicamente molto affollata.

A NAPOLI LE FUNICOLARI SONO COME LE METRO NELLE ALTRE CITTA’

Chi non conosce Napoli deve considerare le funicolari alla stregua delle metropolitane dei grandi centri urbani. Collegano i popolosi quartieri collinari, sviluppatisi alla metà del secolo scorso, con la parte bassa della città. Sono i cardini dello spostamento passeggeri e, a differenza di bus e metro, hanno sempre garantito un trasporto molto efficiente ed estremamente puntuale. La Funicolare di Chiaia fu la prima a vedere la luce nel 1889; due anni dopo fu la volta della Funicolare di Montesanto, che collega la zona dei Quartieri e di Piazza Dante al Vomero e in particolare a San Martino con un interscambio importantissimo con la Ferrovia Cumana; solo nel 1928 venne messa in funzione la Funicolare Centrale che gli anziani chiamano ancora la “terza funicolare”. E’ la più grande di tutte e consente collegamenti rapidi e di massa tra la strada dello shopping “giù a Napoli”, via Toledo, con i quartieri collinari; è stata riqualificata e modernizzata alla fine del secolo scorso nell’ambito di Italia ’90 attraverso lavori radicali che però durarono meno di quelli che stanno coinvolgendo la Funicolare di Chiaia.
La quarta funicolare, risalente agli anni ’30 e rimodernata negli anni ’90, è quella di Mergellina che collega la zona bassa della città con i quartieri collinari di Posillipo. In quel caso arrivò prima la funicolare e poi il grande sviluppo urbanistico che ha fatto di quella zona rurale la più ricercata e costosa della città. Forse non è vero che “i treni arrivavano in orario”, ma almeno qualche opera pubblica veniva costruita in tempi ragionevoli…

 

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