Vicenza: A4 chiusa per bomba in cantiere TAV; è l’ennesimo episodio in Veneto

L’ultimo episodio riguarda la Provincia di Vicenza e segue di poco quello del Mantovano. In Italia conviviamo da anni con i problemi derivanti dal rinvenimento di ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Per disinnescarli vengono chiuse strade e ferrovie, quasi sempre nelle prime ore della domenica per non influire sugli spostamenti di merci e lavoratori durante i giorni feriali. Domenica 11 maggio l’Autostrada Milano Venezia resterà chiusa tra Montebello e la Superstrada Pedemontana Veneta per consentire il disinnesco di una bomba rinvenuta a metà aprile in un cantiere ferroviario di Contrada Rocchi, frazione di Montebello Vicentino.

Non è il primo episodio che riguarda i cantieri della linea Alta Velocità Milano-Venezia che sono entrati nel vivo con l’avvio dei lotti riguardanti i tratti tra Brescia e Verona e tra Verona e Padova. Quella di Montebello è la quarta in pochi mesi; l’ultima chiusura (nella foto) aveva riguardato il tratto tra Sommacampagna e Peschiera del Garda lo scorso marzo.
Ma in altre circostanze sono gli agricoltori a trovare ordigni inesplosi, non solo bombe ma anche colpi di mortaio e altre armi, nei fondi delle zone più interessate dai combattimenti del Secondo conflitto mondiale. Tutta l’area pedemontana veneta fu interessata da pesanti attività durante la fase più intensa della guerra, ma sono clamorosi anche gli episodi che negli ultimi anni hanno riguardato la Sicilia.

Si stima che in Italia siano ancora sepolti circa 25mila ordigni risalenti al periodo tra il 1940 e il 1945. Quando vengono ritrovati in fondi agricoli di campagna o nei pressi di cantieri per la costruzione di grandi opere pubbliche ci si limita alla chiusura di strade, autostrade e ferrovie, ma il problema sorge quando vengono rinvenuti all’interno di centri urbani. L’episodio più clamoroso riguardò Brindisi dove nel dicembre del 2019 quasi 50.000 persone furono evacuate per disinnescare un ordigno inesploso trovato per caso nei pressi di un cinema del centro.

Quello di Montebello non sarà dunque l’ultimo episodio, soprattutto in considerazione di una forte ripresa dei lavori di realizzazione di opere pubbliche in seguito all’arrivo dei fondi europei riconducibili al piano Next Generation EU.

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